mercoledì 13 dicembre 2017

Bologna. Intero quartiere invaso dalla sfilata islamica per Maometto

Circola sulla rete un video in cui si vedono sfilare centinaia di maschi islamici sciiti per l’anniversario della nascita di Maometto, mentre quella di Nostro Signore Gesù Cristo appare sempre più eclissata nei simboli, nelle tradizioni, nella coscienza civile con seri rischi per la vita spirituale.
Questa è Bologna in via San Donato: l’Islam cresce e avanza”, scrivono i ragazzi di Generazione Identitaria che lo hanno diffuso [qui]. In poco tempo, da una presenza musulmana insignificante, siamo arrivati a manifestazioni e sfilate che danno il senso dell’occupazione nelle nostre città. Tra qualche altro anno, se non interverranno provvedimenti seri saremo ai livelli di altre città europee.
Ciò vale nel caso proseguano i flussi attuali. Quelli del Pd. E vedremmo il nostro Paese, in pochi anni, quasi raggiungere nazioni come Francia, Regno Unito e Germania, che oggi l’Italia segue molto ‘indietro’ con poco più del 3%.
In pratica gli islamici quadruplicheranno, mentre nell’Europa in generale triplicheranno. Immaginatevi un partito islamico (già peraltro in fieri senza che nessun politico se ne preoccupi) che possa contare su un bacino elettorale di circa il 15 per cento. In pratica, nessun governo potrebbe nascere senza il consenso politico degli islamici. Del resto è lo scenario, previsto per i prossimi anni in Italia, dall’analisi demografica del noto istituto di ricerca americano Pew Research Center.
Nel frattempo, pare che pericolosissimi fascisti facciano cagare sotto gli italiani (quelli pilotati dai media di regime) che da qualche tempo non riescono a prendere sonno a fronte del pericolo fascista, nazista, sessista, nazionalista, populista, maschilista, razzista, omofobo, sovranista e via dicendo; ma non si preoccupano di fenomeni come questo e ciò che rappresentano veramente in seno alle nostre società già irriconoscibili.
Anche per questo il PD, insieme a tutte le sue altre facce, compresi i 5Stelle, deve assolutamente restare fuori dal governo.

Ancora sul fenomeno di Medjugorje. La relazione di don Giorgio Ghio sul libro di D.A. Foley alla FTL

Il 13 novembre 2017 a Lugano presso la Facoltà Teologica è stato presentato il libro di Donal Anthony Foley, Comprendere Medjugorje. Visioni celesti o inganno religioso? (Cantagalli, Siena 2017). Il pubblico ha qui potuto ascoltare, oltre alle relazioni del Professor Dott. Manfred Hauke (qui) e del Dottor Andrea Sandri (qui), cui si deve la traduzione italiana del volume, un interessante e puntuale intervenuto del Dottor don Giorgio Ghio che pubblichiamo qui di seguito.

Ancora sul fenomeno di Medjugorje.
La relazione di don Giorgio Ghio sul libro di D.A. Foley alla FTL


Vorrei soffermarmi brevemente sull’aspetto ecclesiale del “fenomeno Medjugorje”.

a) Criteri di discernimento

La Chiesa Cattolica dispone di validi strumenti per la valutazione di fatti di presunta origine soprannaturale. Ci sono anzitutto i rigorosi criteri indicati dal cardinale Lorenzo Lambertini (il futuro papa Benedetto XIV) nel suo monumentale De servorum Dei beatificatione et de beatorum canonizatione, composto tra il 1734 e il 1738, in un’epoca in cui la Chiesa aveva un forte interesse, per evitare gli attacchi degli illuministi, a riconoscere correttamente i fenomeni che superano l’ambito della natura creata. In tempi più recenti, nel 1978 sono state diramate a tutti i vescovi del mondo le Normae della Congregazione per la Dottrina della Fede già ricordate dal professor Hauke, poi pubblicate nel 2012. Infine abbiamo a disposizione l’insegnamento secolare della teologia ascetica e mistica, che ha prodotto una sterminata bibliografia. Strumenti atti all’accertamento della vera natura di un fenomeno, quindi, non mancano di certo. Il libro del dottor Foley vi fa più volte riferimento (solo per dare qualche esempio, cf. pp. 292ss, 298ss).

martedì 12 dicembre 2017

Apocalipse "Bergoglio".

Ottimo articolo di Francesco Lamendola [qui]. Certamente è una requisitoria, tanto più efficace in quanto non trincerata dietro l'anonimato.

A noi non la possono raccontare

La potranno raccontare a qualcun altro, forse; a noi no. A noi che abbiamo visto, a noi che abbiamo vissuto, sia pure da bambini, gli anni prima del Concilio, nessuno può farci scambiare lucciole per lanterne: nessuno può venirci a dire che questa chiesa di oggi, la chiesa di papa Francesco, è la stessa Chiesa cattolica di allora e di sempre. No, questa è una cosa che si può contrabbandare ai giovani e agli ingenui; non a chi, per ragioni di età e per abitudine alla riflessione e al vaglio critico delle cose, non è disponibile a lasciarsi infinocchiare secondo le tendenze del momento. Quella di oggi non è la stessa chiesa di allora; e non lo è perché ne differisce radicalmente quanto all’essenza, non perché certe sue forme esteriori sono profondamente mutate. Del resto, nel caso della Chiesa cattolica, bisogna essere molto cauti nel distinguere tra la forma e il contenuto: la Chiesa cattolica non è una confezione di surgelati che si acquista al supermercato, dove la scatola non è che un involucro di nessuna importanza, che si getta via quando si vuol consumare il prodotto: per la Chiesa cattolica, la forma è anche sostanza e la sostanza, anche forma. Così è sempre stato e così deve essere; quel che si può rivedere e ritoccare è solo la superficie, ma, anche per far ciò, devono esservi delle buone, delle ottime ragioni.

don Elia. Festina tempus

Propongo alla riflessione l'ottimo articolo che segue, pur non condividendone le ultime righe. Non me ne vorrà dunque don Elia se lo pubblico monco della conclusione [deposizione del papa eretico] che, oltre a contrastare con la 'desistenza' altre volte prevalente, esprime una visione non univoca tra i Dottori della Chiesa, che ne hanno discusso come pura possibilità teorica ipotetica. E in ogni caso spetta alla gerarchia. Ma ha anche il difetto di essere proclamata da uno scranno anonimo; il che la rende facile da 'sparare' ma ostica da gestire e non tiene conto delle conseguenze. Da un lato c'è già molta gente fuori dai gangheri per buoni e seri motivi; per cui una conclusione del genere equivale a gettare benzina sul fuoco. Dall'altro lato, alla grande massa - indifferente o poco informata oppure ideologizzata quando non affetta da tifoseria papista - non è chiaro né l'errore veicolato dalla nuova prassi rivoluzionaria né le sue conseguenze. Inoltre si stanno facendo i conti con l'ambiguità gesuitica che è la cifra di questo pontificato e col gioco di ambiguità del magistero liquido che è ormai l'unico veicolo di espressione nella neo-chiesa. Se è comprensibile lo sfogo, non si può prescindere dalla grave responsabilità che incombe su tutti noi che cerchiamo di custodire la nostra fede e riaffermarla. La parresìa non esclude la prudenza. Ero indecisa su questa comunicazione pubblica; ma alla fine la considero tanto più efficace proprio perché pubblica, mentre resta rispettosa del resto. (Maria Guarini)

Excita furorem, et effunde iram. Tolle adversarium, et afflige inimicum. Festina tempus, et memento finis, ut enarrent mirabilia tua (Sir 36, 8-10).

Ecco un’altra preghiera da ripetere spesso; il buon Dio capisce il latino. «Eccita il (tuo) furore ed effondi la (tua) ira. Togli di mezzo l’avversario e punisci il nemico. Affretta il tempo e ricordati della fine, perché (i fedeli) narrino le tue meraviglie». Non è cristiano pregare così? E chi l’ha stabilito? Quelli che hanno purgato perfino la Sacra Scrittura, togliendo queste parole dall’Ufficio divino? Quelli che si sono inventati un nuovo culto conforme alle loro idee eterodosse e velleità puerili, rigettando al contempo quello trasmessoci in continuità fin dall’epoca apostolica? Lutero e gli altri sedicenti “riformatori”, in fin dei conti, han fatto esattamente la stessa cosa: hanno espunto dalla Bibbia i testi scomodi alle loro opinioni eretiche e fabbricato ex novo riti e preghiere corrispondenti. E mano male che l’uomo – a dir loro – non ha alcun ruolo nella propria salvazione né deve averlo: sarebbe un errore tipicamente papista, una volgare bestemmia che oscurerebbe il primato di Dio…

lunedì 11 dicembre 2017

13 dicembre a Ferrara - Giustizia e diritto in San Tommaso

Società Internazionale Tommaso d’Aquino - Sezione di Ferrara
Circolo “ Mons. Giuseppe Cenacchi”

Nell’ambito delle Sessioni di Studio della Società Internazionale S. Tommaso D’Aquino (SITA)

mercoledì 13 dicembre alle ore 17:00
Sala del Sinodo in Arcivescovado, Ferrara

(ingresso da Corso M. d. Libertà)

Il Prof. Antonio Antonioni, Vice-Presidente della Sezione SITA di Ferrara Tratterà il tema “Giustizia e Diritto in S. Tommaso”.

Presenta il  Direttore della Sezione SITA di Ferrara Canonico Dott. José-Apeles Santolaria de Puey y Cruells (già Cancelliere dell’Arcidiocesi ed ora Direttore dell’Archivio Storico Arcidiocesano).
---->> cliccare sull'immagine a lato per ingrandire

Attenti al fascismo (immaginario)

Il nostro impegno di credenti non ci fa dimenticare che siamo anche cittadini e, come tali, interessati all'agone politico dove s'intrecciando forze e tendenze che veicolano anche nel nostro vivere sociale elementi di degrado, inganni e manipolazioni. Oggi mi ha colpito la lettura di due articoli (il titolo del primo, di Giuliano Guzzo, ben si attaglia anche al secondo, del pensatore sloveno Slavoj Zizek notoriamente fuori dagli schemi ma assolutamente non di destra), da condividere perché esprimono visuali realiste e condivisibili, che si completano a vicenda. Denominatore comune: "Contestare da destra la paranoia antifascista non è mai semplice: si viene accusati di essere di parte nonché ottenebrati dall'ideologia". 

Attenti al fascismo (immaginario)
Giuliano GuzzoFonte

Scusatemi davvero, amici, ma dovete aggiornarmi perché mi son perso qualcosa. Per forza. Non saprei spiegarmi, se no, perché da giorni, in Italia, i grandimedia – Repubblica in testa – lanciano continui allarmi contro l’«Onda Nera», quest’entità sbucata dal nulla e materializzatasi, se ho capito bene, in energumeni destroidi talmente minacciosi da costituire un pericolo pubblico. Curioso, davvero curioso. I manifestanti di Forza Nuova contro il gruppo editoriale L’Espresso, se ho capito bene, non hanno spedito nessuno all’ospedale, come invece son usi fare cortei cosiddetti antagonisti coi poliziotti: eppure i secondi sono «compagni che sbagliano», i primi una minaccia per la democrazia.

"La Chiesa tradisce il Vangelo se preferisce la politica a Dio"

Emblematiche le dichiarazioni del Cardinale. Tuttavia ineludibile è proseguire insieme al card. Burke e possibilmente altri, il discorso dei dubia e della 'correzione formale'. Ma non solo riguardo ad AL, perché il punto di non ritorno è già superato e non da poco.

La Chiesa deve tornare ad occuparsi di fede. Sembra ormai un "mantra" questo dei cardinali dei "dubia". Intervista sul luteranesimo al cardinale Brandmüller
"Quanto più si occupa di politica lasciando da parte la realtà di Dio, grazia e peccato tanto più si tradisce il Vangelo", a parlare è Walter Brandmüller, cardinale cattolico e firmatario dei "dubia" sulla discussa esortazione apostolica di papa Francesco, "Amoris Laetitia". Il porporato tedesco ha preferito non affrontare le tematiche di più stretta attualità. Apparentemente niente dichiarazioni - dunque - sulla mancata risposta del pontefice alle questioni sollevate o sulla divisione dottrinale che sta interessando la Chiesa di questi tempi. Ma il cardinale - in realtà - pare aver utilizzato risposte acute per chiarire e definire il suo pensiero complessivo sullo stato delle cose. Walter Brandmüller - infatti - è sì un uomo di Chiesa, ma anche uno storico e un professore. Una personalità abituata - quindi - a lasciar trapelare messaggi precisi mediante riferimenti storici. Massimo esperto di Concili e strettissimo collaboratore di Benedetto XVI, il cardinale cita Joseph Lortz e Erwin Iserloh: due storici della Chiesa che non hanno affatto tralasciato le differenze e gli scontri dottrinali. Sembra quasi voler dire - insomma - che nella storia contemporanea del cattolicesimo qualcuno stia trascurando apertamente questi aspetti. Brandmüller non cita mai papa Bergoglio: così come ribadito nelle settimane passate dal cardinale Burke - del resto - la fedeltà di questi cardinali al Santo Padre non è minimamente messa in discussione e - anzi - l'unico intento dichiarato sembra essere quello di favorire l' unità della Chiesa di Roma. Il cardinale risponde esaustivamente - però - all'oggetto dell'intervista: il dialogo con il protestantesimo. Non nomina neppure Monsignor Galantino, ma indirettamente pare suggerirgli di studiare "di più". Lutero sarebbe visto da alcuni come un fenomeno "esotico". Quello che è considerato da molti il miglior amico di Joseph Ratzinger destruttura - insomma - un certo modo di intendere il dialogo religioso con la fede luterana. [Fonte]

Controprocesso a Papa Francesco

Interessantissimo, articolato  intervento del prof. Pietro De Marco su Il Foglio,  che confuta le tesi di R.R. Reno, Borghesi e Ivereigh [vedi qui - qui nel blog] espresse nel monografico del Foglio dedicato al Papa.

Caro Direttore, Matteo Matzuzzi [qui] ci ha offerto una mappa delle diverse diagnosi del travaglio della Chiesa sotto il pontificato di papa Bergoglio. Ma la mappa finisce con l’essere, per la sua stessa ricchezza di informazioni, un repertorio esemplare di spiegazioni o “narrazioni” per lo più erronee che non è possibile “lasciar correre”. A momenti viene da dire a biografi e opinionisti, ma anche a battaglieri colleghi improvvisamente filo papali: ma ci credete senza memoria o ci prendete in giro?
Ripercorro l’articolo. Trovo quasi in incipit una vecchia conoscenza; sono infatti decenni che si descrivono e diagnosticano lo spostamento di asse mondiale della Chiesa, la nuova composizione del Collegio cardinalizio e della Curia romana, e le loro implicazioni “future”. La vera novità di oggi è che le istanze delle chiese africane e asiatiche non corrispondono alle attese dei novatori “conciliari”. Basta pensare alla fermezza cattolica e romana del card. Robert Sarah, guineano, prefetto della Congregazione dei riti, o alle posizioni dei vescovi d’Africa e Asia al Sinodo dei Vescovi del 2015 sul regime sacramentale dei divorziati. Così avviene che, quando si oppongono le cattolicità extraeuropee alle “vetuste chiese europee” e si depreca “l’arroccamento [della Chiesa in Europa] in fortini sempre più diroccati”, si pensa di confermare uno schema perenne (la freschezza del ‘nuovo’ ecclesiale contro la conservazione del tradizionale), ma è il contrario che è vero. Abbiamo la freschezza della tradizione (della continuità cattolica) contro la vecchiezza di innovazioni e rivoluzioni. Insomma, il paradosso inconsapevole che risiede in questi enunciati è che i ‘fortini’ che si designano non sono quelli di una Chiesa conservatrice (alla quale in genere si riservano dal Concilio in poi queste metafore belliche) ma le stesse chiese modernizzanti d’Europa. Ci si dà, usando una immagine d’altri tempi, la zappa sui piedi.

domenica 10 dicembre 2017

Ungheria, eretta una croce di fronte alla Lidl: "Contro chi censura il crocifisso"

E oltre alla Polonia, l'Ungheria. Sono loro, oggi i tedofori di un'Europa ancora cristiana.

Una enorme croce eretta proprio di fronte alla Lidl, per protestare contro alcune scelte di marketing che censurano l'identità cristiana d'Europa.
È questa l'idea di alcuni attivisti ungheresi che hanno deciso di punire così la linea della catena tedesca di supermercati, "rea" di aver cancellato le croci dalle foto di alcune chiese utilizzate nella pubblicità dei prodotti e dei negozi.
In origine era stata la confezione di uno yogurt greco a far discutere: dalle cupole blu di Santorini era stata cancellata al computer l'inconfondibile croce ortodossa. Il tutto, avevano spiegato da Lidl Belgio, per non urtare la sensibilità dei clienti non cristiani. Quindi era stata la volta dell'Italia, dove dalla foto di un paese ligure utilizzata a scopi pubblicitari erano sparite le croci dalle facciate delle chiese, anche se in quest'ultimo caso le croci erano state ricollocate al proprio posto con tante scuse (ma solo dopo lo scoppio del caso mediatico).
La tendenza a censurare i simboli sacri della prima religione del mondo, però, non è proprio andata giù ai cattolici di Csepel, nel XXI circondario di Budapest, in Ungheria: gli attivisti magiari prima hanno disegnato delle croci con i lumini per terra e poi sono arrivati ad erigere una croce in pietra di almeno tre metri. [Fonte]

La Chiesa polacca respinge le minacce del Parlamento europeo

Nella nostra traduzione dal Catholic HeraldTroviamo drammatica la protervia delle autorità europee contro la Polonia che starebbe operando una "grave violazione dei valori europei" solo perché cerca di impedire l’aborto eugenetico. Ma quali sarebbero i cosiddetti “valori europei” portati avanti da questa Europa che, non meno della gerarchia ecclesiale egemone, sta perdendo la sua anima e la sua cultura insieme alle sue radici cristiane? 

Un portavoce della chiesa polacca ha respinto una minaccia di sanzioni dell'Unione europea se il parlamento del suo paese dovesse andare avanti con la legislazione, appoggiata dalla Chiesa polacca, per frenare gli aborti di feti portatori di handicap.

"La Conferenza episcopale polacca sottolinea che il diritto alla vita è fondamentale per ogni essere umano, quindi dovremmo tutti proteggere questo diritto per i bimbi indifesi", ha detto il portavoce della Conferenza, padre Pawel Rytel-Andrianik. "Nessuno può eliminare questo diritto, né pressioni esterne né interne possono cambiare il fatto scientificamente provato che la vita umana inizia al momento del concepimento".